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Una sentenza ha condannato una donna a una pena pecuniaria maggiorata del 20% per allacci abusivi integrando anche il danno morale alla collettività

È una sentenza importante quella pronunciata a Palermo in merito agli allacci abusivi, fatto per il quale una donna è stata condannata a pagare all’Amap una pena pecuniaria maggiorata del 20% per danni morali.

Secondo i giudici che hanno emesso la sentenza, infatti, gli allacci abusivi alla rete idrica costituiscono anche un danno morale nei confronti di chi gestisce il servizio pubblico per la collettività.

A dirlo è il giudice Salvatore Flaccovio della quinta sezione penale del tribunale di Palermo, che ha deciso di accogliere la richiesta dell’Amap di vedersi riconosciuto il danno morale per l’azienda e la sua immagine in aggiunta a quello patrimoniale. La richiesta dell’Amap è stata formulata per la prima volta qualche mese fa dall’avvocato Julo Cosentino, legale della società in questo e altri quattro procedimenti simili tra loro.

Ecco i fatti. A maggio 2010, l’Amap ha sospeso la fornitura idrica ai proprietari di un’abitazione di via Pitré, a Palermo, morosi da molto tempo e con, all’attivo, ben 17 bollette non pagate e un debito di 697,54 euro. Cinque mesi più tardi, alcuni operai dell’Azienda idrica di Palermo insieme ad agenti di polizia giudiziaria fanno un controllo nella casa e trovano il blocco tolto e l’allacciamento abusivo. A quel punto è scattata, inevitabilmente, la denuncia.

Il processo, iniziato a luglio 2016, si è quindi chiuso lo scorso aprile con la pubblicazione della sentenza che riconosce il danno morale, inasprendo però il conto da pagare per Carmela Lo Piccolo, di 59 anni, colpevole degli allacci abusivi. La sentenza, infatti, ha prodotto una maggiorazione della condanna pecuniaria. E non di poco, dato che i giudici hanno stabilito che la donna dovesse pagare il 20 per cento in più rispetto al cosiddetto danno patrimoniale.

Quest’ultimo, infatti, era stato riconosciuto fino a oggi anche in altri processi e commisurato alla quantità di acqua rubata e alle spese sostenute dall’Amap per il ripristino della condotta. Oltre alla reclusione di sei mesi (pena sospesa perché la donna è incensurata), quindi, la donna dovrà pagare adesso per 3mila e 400 euro circa: 2000 euro di spese legali, 1000 euro per il danno patrimoniale, 164 euro di multa e 200 euro di danno morale.

Una sentenza ritenuta storica per la presidente dell’Amap Maria Prestigiacomo, in una città come Palermo in cui gli allacci abusivi accertati sono almeno 4.000.

 

 

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