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Emanate dal Ministero dell’Interno le disposizioni sui controlli elettronici di velocità. Al via le nuove regole per autovelox e tutor

E’ la direttiva Minniti quella che farà chiarezza in merito ai controlli elettronici delle velocità sulle strade.

A quasi otto anni dalla direttiva Maroni che ne gestiva l’utilizzo, ora autovelox, telelaser e tutor saranno disciplinati da un’importante direttiva emanata dal Ministero dell’Interno e già nominata direttiva Minniti.

Secondo questa nuova regolamentazione strumenti come i tutor non saranno ammessi su tratti di strada troppo brevi in quanto il controllo si approssimerebbe troppo a quello della velocità istantanea e puntuale.

Fissata dunque l’estensione minima per l’uso di tale apparecchio, differenziandola in base al limite di velocità fissato. Un esempio concreto, se la velocità massima non può superare i 60 chilometri orari, la lunghezza minima deve essere di 500 metri, che diventano 1000 se la velocità ammessa è superiore o uguale a 100 chilometri orari.

Tali strumenti tuttavia hanno l’obbligo di essere sempre segnalati preventivamente in ogni direzione di marcia. Non c’è una distanza minima regolamentata per legge fra il cartello che indica lo strumento di controllo e lo strumento stesso ma si considerano adeguati 250 metri sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, 150 metri su quelle extraurbane secondarie (dove il limite di velocità imposto è di 50km orari e di 80 metri in tutte le altre strade.

I recenti orientamenti invece regolano quella che è la distanza massima, fissata in 4 kilometri e nello specifico la direttiva precisa che in quel tratto di strada non devono esserci intersezioni né immissioni laterali di strade pubbliche. Ai cartelli permanenti che segnalano l’apparecchio inoltre deve corrispondere un effettivo e reale controllo.

Altro punto regolamentato riguarda la questione della visibilità dell’autovelox, tutor e telelaser che deve essere garantita all’automobilista che ci siano o meno gli agenti, rigorosamente riconoscibili e in divisa.

La nuova direttiva legifera in materia di approvazione e taratura. Tutti gli strumenti dunque devono essere approvati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e deve essere garantita una periodica taratura.

Un punto riguardo alla gestione dei sistemi di sicurezza: è vietato che questi vengano gestiti da società private, ma affidati solo ai corpi e ai servizi di polizia stradale. I privati al massimo possono concedere in leasing gli apparecchi.

Agli automobilisti inoltre sarà garantito il rispetto della privacy in merito ai fotogrammi scattati dalle apparecchiature e saranno visionati solo dalla polizia e non saranno frontali. Le immagini registrate riguarderanno solo i trasgressori e potranno essere conservate solo per il tempo necessario ad applicare la sanzione e a definire eventuali ricorsi e non saranno mai allegate al verbale. Le spese per l’accertamento della violazione saranno a carico del trasgressore e dovranno essere indicate dagli accertatori in maniera analitica e devono poter essere documentate.

 

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