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Dovranno pagare 182 mila euro a titolo di risarcimento la Ausl e il medico ritenuti responsabili del decesso dell’anziano morto per omessa diagnosi

Dovranno risarcire 182 mila euro la Ausl della Romagna e il medico che – nel luglio del 2009 – era in servizio al pronto soccorso dell’Ospedale di Rimini, poiché ritenuti responsabili del decesso di un anziano morto per omessa diagnosi.

A stabilirlo è stata la seconda sezione civile della Corte d’appello di Bologna che ha condannato l’Ausl della Romagna e il medico dell’ospedale Bufalini di Cesena a risarcire, oltre ai 182 mila euro, anche 25mila euro di spese processuali alla figlia di un uomo di 71 anni, morto per omessa diagnosi il 7 luglio 2009 a causa di un’emorragia dell’apparato digerente.

La morte di Valter Brambilla, 71 anni, di Santarcangelo, era arrivata al termine di un vero e proprio calvario tra gli ospedali romagnoli. Tutto era iniziato il 2 luglio 2009, quando l’anziano era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Santarcangelo a causa di dolori addominali e conati di vomito.

Il medico che lo aveva visitato aveva deciso di dimetterlo con una prognosi di tre giorni per “fibrillazione atriale”, consigliando una visita cardiologica. Il giorno successivo, però, i dolori erano aumentati e Brambilla era stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’Ospedale di Rimini. Qui i due medici in servizio hanno formulato una diagnosi di “epigastralgia”, invitando Brambilla a riprendere la terapia farmacologica gastroprotettiva che aveva sospeso di propria iniziativa.

Il giorno dopo, 4 luglio, l’uomo è stato nuovamente trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale Infermi di Rimini dove il medico di turno, Marco Galletti, gli aveva diagnostica una “sincope da ipotensione ortostatica in paziente con cardiopatia ischemica dilatativa”, dimettendolo.

Il 7 luglio le condizioni del paziente si sono poi aggravate ulteriormente ed è stato così trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena dove è morto alle 23.30 dello stesso giorno.

Il decesso dell’uomo – che, come è stato poi accertato, è morto per omessa diagnosi – è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Rimini che ha aperto un’indagine preliminare , conclusasi con il proscioglimento di tutti i medici coinvolti.

A quel punto la vedova di Valter Brambilla ha deciso di intentare una causa civile contro l’Ausl di Rimini e nei confronti dei quattro medici coinvolti, ma nel 2015 il tribunale di Rimini ha respinto anche la richiesta di risarcimento dovuta a responsabilità medica per omessa diagnosi.

La famiglia, però, non si è arresa e ha deciso di fare appello. Nel frattempo anche la vedova Brambilla è deceduta ed è stata quindi la figlia, Elisa Franca Brambilla, a portare avanti la causa assistita dagli avvocati Alassandra Raffi e Piergiovanni Alleva.

Infine, è arrivata la sentenza. La Corte d’Appello, composta dal presidente Maria Cristiana Salvadori e dai giudici Giampiero Fiore e Antonella Palumbi, ha riconosciuto la responsabilità del dottor Marco Galletti per non aver tenuto una condotta che avrebbe potuto scongiurare la morte del paziente, e lo ha condannato insieme all’Ausl della Romagna a risarcire il danno e le spese legali alla figlia.

Quest’ultima però, è stata a sua volta condannata a pagare le spese legali degli altri tre medici che aveva chiamato in causa per oltre 9.500 euro.

 

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