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Nuovo caso di corruzione in ospedale, indagati cardiologi e l’azienda fornitrice di prodotti medico-chirurgici St. Jude Medical

Di pochi giorni fa la notizia di un nuovo caso di corruzione in ospedale, che vede implicati alcuni illustri cardiologi e i rappresentati del gruppo Alvidemica che si occupa da anni di rifornimento di presidi medico-chirurgici negli ospedali a Firenze. Per piazzare e vendere pacemaker, defibrillatori, stent e sonde dell’Azienda St. Jude Medical, sono stati “corteggiati” diversi cardiologi, fatte pressioni e spesi molti soldi affinché i medici comprassero e usassero solo i prodotti dell’azienda, i cui responsabili sono Marco e Rudy Bonaccini della Sorin Group Italia e della Cid S.p.a (Gruppo Alvidemica).

Tutto questo incessante scambio di favori, protratto per lungo tempo, ha portato al rinvio a giudizio dei fratelli Bonaccini, ad Angelo Bernasconi della Sorin, a Massimiliano Collari della Cid e a quattro cardiologi: Luigi Padelletti, ordinario a Firenze, direttore della Aritmologia a Careggi e ora a Milano; David Antoniucci, direttore della cardiologia invasiva I a Careggi; Massimo Margheri, direttore della cardiologia di Ravenna e Alessandro Fabiani, cardiologo ad Arezzo. Per Padelletti e Antoniucci la decisione spetta alle procure di Pisa e Pistoia, rispettivamente, mentre il processo partirà dal 19 gennaio 2018 a Firenze. L’accusa non riguarda la qualità dei prodotti, che in realtà godono di buone recensioni  per cui, per i cardiologi, l’accusa non è quella grave di atti contrari ai doveri di ufficio ma bensì quella di corruzione per l’esercizio delle funzioni.

Nell’inchiesta aperta dalla Guardia di Finanza, risulta che i cardiologi sopra citati avessero accettato nel tempo soldi, regali, viaggi e consulenze retribuite dalle aziende produttrici dei presidi medico-chirurgici e i pm Luca Turco e Giuseppina Mione hanno stabilito che molte volte le pressioni fatte dai fratelli Bonaccini per l’acquisto dei loro prodotti non giustificasse il loro pieno utilizzo. “Dieci defibrillatori quest’anno all’Annunziata devono salta’ fuori” diceva Marco Bonaccini riferendosi ai cardiologi dell’ospedale di Ponte a Niccheri, “non possono non onorare la promessa”, continuava poi. Proprio per questo motivo i pm ritengono che tra fornitori e medici si fosse instaurati un “legame anomalo”. Inoltre, i fratelli Bonaccini avevano un conto aperto nel negozio di abbigliamento Eredi Chiarini in cui tutti i cardiologi implicati nel processo si rifornivano. Solo peccati veniali? Al Professor Padelletti vengono anche contestati, ed è accusato, di aver ricevuto 22 mila euro di biglietti aerei per una collaboratrice, 23 mila euro dalla Sorin per la sua partecipazione a congressi fra il 2009 e il 2014, oltre 85 mila euro per consulenze retribuite dalla St. Jude fra il 2006 e il 2015, e 309 mila euro per consulenze dalla Sorin fra il 2006 e il 2014.

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