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Approvato il decreto legislativo in materia di riforma della magistratura onoraria proposto dal Ministro Orlando. Sciopero dei giudici

Ulteriori disposizioni sui giudici di pace e una disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari già in servizio è stata approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 maggio 2017 ed è prevista nel provvedimento, in attuazione della legge 29 aprile 2016, n. 57.

Le novità riguardano l’introduzione di uno statuto unico della magistratura onoraria, applicabile ai giudici di pace, ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari, la previsione dell’intrinseca temporaneità dell’incarico, la rideterminazione del ruolo e delle funzioni dei giudici onorari e dei vice procuratori onorari, l’individuazione dei compiti e delle attività delegabili dal magistrato professionale al magistrato onorario, il riconoscere la natura formativa delle attività svolte presso le rispettive strutture organizzative; l’articolazione di un regime previdenziale e assistenziale adeguato in ragione dell’onorarietà dell’incarico e regolamentazione dei compensi. È previsto nel provvedimento uno specifico regime transitorio per i magistrati onorari in servizio alla data della riforma.

Anche le modalità di conferimento dell’incarico e la sua durata sono disciplinate dal decreto. La durata non può superare i due quadrienni e tale da non richiedere al magistrato onorario un impegno non superiore ai due giorni a settimana.

L’Unione Nazione dei Giudici di pace ha proclamato a uno sciopero  fino al 23 luglio contro la riforma. Oltre 300mila i processi sospesi a causa dell’astensione dalle udienze. Le associazioni di categoria tornano a protestare contro la riforma della magistratura onoraria.

“Malgrado i pareri fortemente critici del Consiglio superiore della magistratura e delle Commissioni parlamentari – dichiara Alberto Rossi, segretario generale dell’Unione nazionale giudici di pace – il ministro Orlando intende portare avanti un decreto legislativo di riforma della magistratura onoraria e dei giudici di pace avversato da tutti gli addetti ai lavori, a partire dai capi degli uffici giudiziari. A parità di dotazioni organiche, si raddoppiano le competenze dei giudici di pace e degli altri magistrati onorari, limitandone, tuttavia, il loro impegno lavorativo ad appena 2 giorni a settimana. Ciò vorrà dire che i processi civili dureranno 3 volte di più e una buona parte dei processi penali non giungeranno mai a compimento per prescrizione, con i procuratori della Repubblica impossibilitati a portare avanti le indagini senza il fondamentale apporto dei pubblici ministeri onorari che li sostituiscono in udienza”.

 

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