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Di nuovo un’ infermiera aggredita al pronto soccorso, stavolta da una coppia in attesa per un codice verde. Dieci giorni di prognosi per contusioni a viso, spalla e sterno

Non è il primo caso né, sfortunatamente, l’ultimo: un’infermiera aggredita lungo le corsie di un pronto soccorso e questa volta succede ad Ascoli Piceno, nelle Marche, nell’ospedale Mazzoni. Tutto è avvenuto la scorsa domenica pomeriggio, in un’afosa e calda giornata estiva di luglio. Moglie e marito si presentano al pronto soccorso perché la donna afferma di avere palpitazioni al cuore e si vuole far controllare ma, come precisa il primario, si trattava di “palpitazioni pregresse” e il medico aveva rilevato l’assenza del cardiopalma.

Proprio per questo motivo, l’attesa risulta molto lunga non solo perché ci sono molte persone al pronto soccorso ma anche perché alla donna era stato assegnato un codice verde: questo è l’ultimo nel grado di urgenza al pronto soccorso e comporta quindi un’attesa più lunga soprattutto se sono presenti molti codici arancioni o rossi, con un’urgenza quindi molto più elevata.

La coppia però perde presto la pazienza, complice forse anche il caldo, e prima il marito, e poi coadiuvato anche dalla moglie, iniziano a insultare a parole l’infermiera del triage e poi si spingono addirittura alle mani, aggredendola con non solo con calci ma anche con pugni. Fermati in un primo momento dopo il folle gesto, all’infermiera viene immediatamente assegnato un codice giallo, con un’urgenza perciò molto superiore alla donna che aveva dichiarato poco prima di avere forti palpitazioni al cuore.

La prognosi è infatti di dieci giorni per l’infermiera aggredita: una contusione alla spalla e una allo sterno e inoltre un discreto ematoma facciale. Per la coppia spazientita si presenta un’attesa ancora più lunga. Non risulta che l’infermiera aggredita abbia denunciato la coppia.

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