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Il ddl concorrenza approvato alla Camera spazza via le agevolazioni sulla assicurazione auto per gli automobilisti meridionali più virtuosi

C’è una novità che rischia di sollevare polemiche nell’ultima versione del Ddl concorrenza approvata dalla Camera, e riguarda la assicurazione auto.

Le agevolazioni e gli sconti previsti in prima istanza per gli automobilisti virtuosi al Sud, infatti, non sono stati ripristinati, dopo che il Senato li aveva cancellati dal primo testo che era stato licenziato dalla Camera nell’ottobre 2015.

Il problema degli sconti sulla assicurazione auto al Sud era nato per aiutare chi abita in zone dove il numero di incidenti e frodi porta a livelli proibitivi anche le tariffe per chi è in prima classe di bonus malus, ma con questa cancellazione le speranze in tal senso dovranno essere riposte in altre misure, anch’esse contenute nel Ddl. Nello specifico, si tratta degli sconti sulla assicurazione auto per chi acconsente a farsi ispezionare il veicolo prima di stipulare la polizza, quelli per chi accetta il montaggio della scatola nera e la stretta antifrode (per esempio, sui testimoni dei sinistri e sulla cessione alle officine del credito del danneggiato verso l’assicurazione).

Già nel 2002 si era discusso di prezzi agevolati sulla assicurazione auto al Sud, discutendo di norme sulla creazione di una classe unica nazionale per i virtuosi. In pratica, chiunque avesse maturato la classe 1 di bonus malus, si sarebbe visto riconoscere lo stesso trattamento, a prescindere dalla provincia di residenza.

Questo tipo di proposte però, sono sempre state bocciate e per vari motivi. In campo assicurativo, il principale è che le tariffe non possono prescindere dal livello del rischio da coprire, sul quale non può non influire il luogo di residenza.

Per aggirare il problema, nel ddl concorrenza si era parlato di un complesso sistema in cui l’Ivass (l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni) avrebbe dovuto calcolare ogni anno per ogni regione un costo medio dei premi Rc auto effettivamente praticati dalle compagnie (cioè i prezzi pagati per una polizza). Nelle regioni in cui nell’anno precedente il premio fosse stato superiore alla media nazionale, gli automobilisti più virtuosi avrebbero avuto diritto a uno sconto determinato dall’Ivass in modo da ottenere un trattamento pari a quello delle zone con premi più bassi.

Ma quali sarebbero stati i criteri?

Ebbene, la virtuosità necessaria per avere diritto a questo trattamento si sarebbe composta dal non aver causato incidenti almeno negli ultimi cinque anni e dall’aver installato la scatola nera.

Questo sistema, approvato nel primo passaggio alla Camera, non è più contenuto nel testo attuale del Ddl concorrenza, in cui restano solo vaghi richiami al fatto che l’Ivass dovrà determinare gli sconti obbligatori nell’ambito delle misure antifrode, tenendo conto anche dell’obiettivo di ridurre progressivamente lo svantaggio delle province con le tariffe più alte. Come è facile immaginare, questo ha provocato malumori soprattutto a Napoli, dove da vent’anni i premi sono altissimi anche per chi è in prima classe, generando nuova illegalità. Non è infatti raro che molti circolino senza assicurazione o si assicurino in altre province.

Se dunque il Ddl concorrenza verrà approvato dal Senato, la soluzione al problema degli sconti sulla assicurazione auto al Sud per i più virtuosi, dipenderà dalle misure antifrode che vi sono contenute, e cioè: per chi ha la scatola nera, sconti (determinati dall’Ivass) e minori penalizzazioni in caso di incidente; valore probatorio pieno riconosciuto ai dati dell’incidente ricavabili dalla scatola nera, salvo dimostrare il mancato funzionamento o la manomissione della stessa; sconti anche per chi accetta di sottoporre il veicolo a ispezione se la compagnia glielo chiede prima di stipulare la polizza.

In caso degli incidenti con soli danni a cose, c’è il divieto di aggiungere testimoni ulteriori rispetto a quelli indicati nella richiesta di risarcimento già presentata all’assicurazione. Un’altra importante misura antifrode è la possibilità per la compagnia di non comunicare l’offerta di risarcimento nei sinistri in cui dalla consultazione delle banche dati antifrode emergano indici di anomalia secondo i parametri fissati dall’Ivass o le relazioni dei periti evidenzino elementi sospetti, per cui si renda necessario sospendere le procedure di liquidazione per approfondimenti, in attesa dei quali nei primi 60 giorni dalla sospensione il danneggiato non può fare causa alla compagnia.

Queste misure, però sono state accolte con scetticismo dall’Ordine degli attuari, che non vi vede significative possibilità di riduzione dei costi per le compagnie. Anzi, l’Ordine ha rilevato che la gestione delle scatole nere e delle ispezioni ai veicoli comporterà nuovi costi, tutti a scapito di chi abita nelle zone meno a rischio, visto che in quelle “peggiori” la legge impone di concedere sconti almeno ai virtuosi.

 

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