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In Europa i casi di morbillo registrati a giugno sono stati 1.433 e solo 4 Paesi non hanno segnalato casi. Francia (469), Bulgaria (236), Italia (213) e Polonia (123) sono i Paesi col più alto numero di casi


l’Ecdc ha registrato in totale 13.102 casi di morbillo, 10.129 (77%) confermati. Il numero più alto di contagi è in Francia (2.367); seguono Italia (1.831), Romania (1.628) e Polonia (1.445). Complessivamente, comunque, il numero dei contagi è continuato a diminuire rispetto ai due mesi precedenti. 


La notizia è stata pubblicata da Adnkronos, che ha
svelato i dati raccolti dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo
delle malattie (Ecdc) sulla situazione relativa a morbillo e
rosolia in 28 Paesi dell’area Ue.


Il morbillo, secondo quanto dichiarato dall’OMS, “rimane una delle principali cause di morbilità e mortalità fra i bambini piccoli a livello globale, nonostante la disponibilità di un vaccino sicuro ed efficace. La trasmissione interpersonale avviene per via aerea, e per contatto diretto o indiretto con le secrezioni (nasali, della gola) di una persona infetta. Il virus può causare epidemie diffuse se sono presenti numerose persone suscettibili. Nonostante l’implementazione di misure di risposta all’epidemia, il morbillo continua a circolare nella regione europea, a causa delle coperture vaccinali sub-ottimali e delle lacune nello stato immunitario della popolazione”.


Lo scorso 6 maggio 2019 il Ministero della Salute aveva pubblicato
i dati relativi ai primi due mesi del 2019, in cui erano stati già segnalati
34300 casi di morbillo in 42 paesi della regione europea dell’OMS, inclusi 13
decessi correlati al morbillo verificatisi in tre Paesi (Albania, Romania e Ucraina).


I dati e il Piano d’Azione Europeo


Secondo il più recente rapporto della Commissione della
Regione Europea per la Verifica dell’Eliminazione del Morbillo e della Rosolia
(RVC), basato sui dati del 2017, l’eliminazione del morbillo è stata verificata
in 37 (su 53) Paesi della regione europea dell’OMS, che hanno documentato
l’interruzione della trasmissione per almeno 36 mesi. Dieci paesi fra cui
Belgio, Bosnia e Erzegovina, Francia, Georgia, Germania, Italia, Romania,
Federazione Russa, Serbia e Ucraina rimangono endemici per il morbillo.


Il Piano d’Azione Europeo sui Vaccini 2015-2020 (EVAP) – si
legge ancora nel documento del Ministero della Salute datato 6 maggio scorso – afferma
che deve essere immune almeno il 95% di individui in ogni paese, con due dosi
di vaccino o precedente esposizione al virus, per assicurare la protezione
della comunità e di ogni individuo – inclusi i bambini troppo giovani per
essere vaccinati e altre persone che non possono essere immunizzate a causa di
malattie e altre condizioni mediche in corso.


Nel frattempo, l’Ufficio Regionale dell’OMS per l’Europa continua a lavorare coi Paesi della regione per rafforzare il loro sistema d’immunizzazione e il sistema di sorveglianza delle malattie.



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