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Il camice bianco, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, dovrà provvedere al mantenimento del minore, che ora ha nove anni, versando a titolo di risarcimento per danno da nascita indesiderata una somma di oltre 116mila euro

Si era rivolta al proprio ginecologo per richiedere la ricetta di un anticoncezionale. La donna aveva spiegato che “la sua situazione familiare e patrimoniale” non le consentiva di avere una gravidanza. Il compagno, peraltro, aveva seri problemi di salute. Il fatto, relativo a una nascita indesiderata, risale al 2009, ed è riportato dal quotidiano Il Tempo.

Nonostante la prescrizione, infatti, la paziente era rimasta incinta. Come spiegato dalla Asl, infatti,  il cerotto utilizzato non era un contraccettivo sicuro e privo di controindicazioni, come rassicurato dal medico, bensì “un farmaco per la terapia ormonale delle donne in menopausa”. Quindi un farmaco “non adatto alla contraccezione”.

La signora aveva quindi citato in giudizio il camice bianco davanti al Tribunale di Milano “per danni da nascita indesiderata”. La Corte di Cassazione, dopo anni di processi si è pronunciata sulla vicenda riconoscendo le responsabilità del dottore e, conseguentemente,  le pretese della mamma.

I Giudici Ermellini, in particolare, hanno disposto che il professionista dovrà provvedere al “risarcimento del danno patrimoniale” cagionato. Una cifra pari a 116.237 euro per  il mantenimento del minore fino al compimento del 20esimo anno di età. Il bambino oggi ha 9 anni.

Il medico, a sua volta, come riporta l’Adnkronos, ha chiamato in causa la sua compagnia assicuratrice. La sua richiesta, inizialmente respinta sia in primo che in secondo grado di giudizio, è stata accolta dalla Corte territoriale pronunciatasi in seguito al rinvio da parte della Suprema Corte.

 

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