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Un intervento di embolizzazione, eseguito al Santissima Annunziata di Taranto, ha salvato la vita a un giovane 17enne, colpito da aneurisma celebrale la notte del 14 agosto


Il ragazzo si trovava sulla spiaggia insieme ad altri compagni, la notte del 14 agosto, quando all’improvviso avvertì un forte dolore alla testa; quindi l’arrivo dell’ambulanza e la corsa verso l’ospedale di Manduria. E qui il primo responso: emorragia cerebrale.


Soltanto a seguito dell’Angio-Tac, eseguita presso il Santissima Annunziata di Taranto ove nel frattempo il giovane era stato condotto, si poté accertare che l’aneurisma cerebrale si era rotto e aveva provocato una copiosa emorragia.


Quindi, subito l’intervento.


“Alcuni anni fa – ha dichiarato
l’Asl di Taranto- non ci sarebbe stata alternativa. Per “bloccare” un
aneurisma cerebrale sanguinante, sarebbe stato necessario un intervento
neurochirurgico”. Invece, e da tempo, al “Santissima Annunziata di
Taranto viene effettuato un intervento meno invasivo, ma altrettanto efficace:
l’embolizzazione. Anziché raggiungerlo dall’esterno, cioè aprendo la scatola
cranica e divaricando il cervello, l’aneurisma viene raggiunto dall’interno e
neutralizzato per via endovascolare riempendo la sua sacca con minuscoli
filamenti di platino”.


“In pratica da una puntura
dell’arteria femorale all’inguine, il neuroradiologo interventista raggiunge
l’aneurisma cerebrale navigando nelle arterie con cateteri di calibro
progressivamente minore sotto la guida dei raggi X”. Una volta
“riempita la sacca con le spirali, il sangue non può più entrarvi e
l’aneurisma non può più risanguinare”.


Ora il ragazzo è fuori pericolo. E’ ancora “ricoverato in rianimazione – scrive La Repubblica – ma è stato estubato ed è in grado di eseguire ordini semplici”.


“Il delicatissimo intervento endovascolare di “embolizzazione” – ha fatto sapere l’Asl di Taranto – è stato eseguito con successo dai dottori Nicola Burdi, direttore facente funzioni di Neuroradiologia, coadiuvato da Delio Monaco, e da Umberto Vacalebre e Giordano Nardin di Anestesiologia e rianimazione. Al buon esito dell’intervento hanno contribuito anche il neurochirurgo Massimo Galasso e la sua èquipe”.



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