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Solo il 50% degli adulti e il 25% dei bambini svolgono livelli raccomandati di attività fisica. Sedentarietà responsabile del 14,6% di tutte le morti nel nostro Paese

Solo un italiano su due tra gli adulti raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica. Appena un bambino su quattro dedica al massimo un giorno a settimana (almeno un’ora) allo svolgimento di giochi di movimento. Inoltre, circa un italiano su tre pratica sport nel tempo libero, anche se tale pratica interessa maggiormente le fasce d’età più giovani.

Sono questi alcuni dei dati riportati nel Rapporto Istisan “Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività”. La ricerca è stata realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

“La promozione dell’attività fisica – sottolinea Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS – è sicuramente importante a livello del singolo, ma anche e soprattutto in una visione societaria, per la quale diventa necessario un approccio multi-disciplinare e multi-settoriale, frutto della collaborazione di varie istituzioni e del coinvolgimento di diversi settori (educazione, trasporti, ambiente, politiche fiscali, media, industria, autorità locali), affinché l’attività fisica possa diventare direttamente integrata nella quotidianità di ognuno e affinché il singolo individuo possa farsi promotore della propria salute adottando uno stile di vita “attivo”.”

Non è solo un’attività sportiva di tipo strutturato o agonistico a mantenere il cittadino in buona salute. Sono infatti utili tutte le occasioni in cui si può combattere la sedentarietà (camminare, andare in bicicletta, fare giardinaggio, portare il cane a passeggio, ecc.).

Dal Rapporto Istisan emerge che la sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutte le morti in Italia, pari a circa 88.200 casi all’anno.

La spesa in termini di costi diretti sanitari, invece, ammonta a 1,6 miliardi di euro annui per le quattro patologie ad essa maggiormente imputabili. Si tratta, nello specifico, del tumore della mammella e del colon-retto, del diabete di tipo 2 e della coronaropatia. Un aumento dei livelli di attività fisica e l’adozione di stili di vita salutari determinerebbero un risparmio per il Ssn pari a oltre 2,3 miliardi. Ciò in termini di prestazioni specialistiche e diagnostiche ambulatoriali, trattamenti ospedalieri e terapie farmacologiche evitate.

Anche i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) parlano chiaro. Si stima che nel mondo un adulto su quattro non è sufficientemente attivo mentre l’80% degli adolescenti non raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica. In particolare, in Europa oltre un terzo della popolazione adulta e due terzi degli adolescenti non sembrano svolgere abbastanza attività fisica.

 

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