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La richiesta di risarcimento non è il nucleo centrale dell’evento dannoso che risiede, invece, nell’atto illecito compiuto dal danneggiato

Segue dalla seconda parte

La richiesta di risarcimento da parte del danneggiato non costituisce il nucleo centrale del sinistro (evento dannoso) che, invece, è l’atto illecito compiuto dal danneggiante.

Richiesta
di risarcimento del danneggiato è solo una fase del sinistro il cui nucleo
centrale è l’accadimento del fatto ad opera del danneggiante.

Ciò
è del tutto coerente, come abbiamo visto, con la assicurabilità dei fatti
pregressi.

Il focus deve quindi essere concentrato sul momento in cui si compie il fatto illecito da parte dell’assicurato.

C’è
una sensibile differenza tra le ipotesi ove il sinistro e la manifestazione del
danno sono contestuali e ipotesi, invece, ove non sussiste soluzione di
continuità tra i due eventi.

L’art.
1917 c.c. è modellato sulla prima ipotesi perché disciplina un modello di
assicurazione della responsabilità civile dove il rischio è individuato sul
presupposto che il sinistro sia contestuale al danno.

Come noto le norme governanti la materia prevedendo che l’Assicuratore sia obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo di assicurazione debba pagare a un terzo, considerano come danno incerto, l’insorgenza dell’obbligo risarcitorio – contestuale al compimento dell’illecito – nella sua sfera giuridica.

Pertanto, il rischio assicurabile non prevede una scissione tra sinistro e danno ed è, come già detto, individuato dal solo sinistro, qualora le parti ponessero in copertura un fatto pregresso, ossia un atto illecito già perfezionatosi prima della stipulazione del contratto, questo sarebbe da considerare nullo per mancanza di rischio (art. 1895 c.c.).

Le clausole claims made sono state introdotte proprio per fronte a questo limite del modello tradizionale da cui si discostano sotto il profilo del rischio assicurabile.

Proprio
a causa della distanza temporale esistente tra sinistro e danno, viene
considerato  un danno incerto diverso da
quello previsto nel modello di cui all’art. 1917 c.c., e consistente nella
diminuzione patrimoniale che si determina successivamente dalla richiesta del
terzo.

Vi
sono diverse fasi del sinistro che corrispondono a un diverso rischio assicurativo
dal momento che l’insorgenza, la determinazione dell’ammontare l’escussione e,
infine, l’adempimento di un’obbligazione pecuniaria, sono tutte fasi distinte
che incidono sul patrimonio del debitore in misura quantitativamente differente.

Tenendo
conto di questi diversi rischi assicurati, a seconda della fase, è possibile
che nell’assicurazione della responsabilità civile le parti possano scegliere
quale tra i possibili danni relativi all’obbligo dell’assicurato coprire e che,
con l’apposizione della clausola claims made, operino la scelta di considerare
un danno diverso dall’insorgenza dell’obbligo risarcitorio in capo
all’assicurato.

Assodato quindi che il sinistro provoca diverse tipologie di danni.

Si
prenda ad esempio  l’assicurazione del
credito, nel cui ambito il sinistro, al verificarsi del quale è collegata la
nascita dell’obbligo di avviso è costituito dal mancato pagamento del debito
alla scadenza da parte del debitore dell’assicurato.

Tale
sinistro è idoneo a provocare all’assicurato diminuzioni patrimoniali differenti
 che possono consistere nella perdita
definitiva del credito o nella mancata disponibilità della.

Le
parti, quindi, hanno la capacità di stabilire quali danni siano da ricondurre
alla copertura assicurativa scegliendo, così, la tipologia di rischi
assicurabili.

Avv. Emanuela Foligno

Clicca qui per leggere la prima parte

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agosto 11, 2020

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