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Il Tribunale civile di Roma ha condannato la società che gestisce l’Icot di Latina a risarcire con 800mila euro i familiari di una donna deceduta per una infezione

Ottocentomila euro: è questo il maxi risarcimento deciso dal Tribunale civile di Roma per i familiari di una donna deceduta per una infezione sei anni fa.

I giudici hanno condannato la Giomi Spa, società che gestisce l’Icot di Latina, al risarcimento.

La vicenda

Sei anni fa, nel 2012, una donna di 70 anni originaria di Roccasecca, perdeva la vita dopo un intervento. La 70enne, deceduta per una infezione, soffriva di problemi cardiaci.

A motivo di tali problemi, nel giro di qualche settimana viene ricoverata all’ospedale di Formia e poi al Campus Bio Medico di Roma per essere sottoposta ad intervento per l’applicazione di due bypass coronarici.

Una volta effettuato l’intervento, rimane ricoverata al Campus Bio Medico di Roma per 6 giorni, fino al 16 ottobre del 2012.

A quel punto, viene trasferita agli Icot di Latina per la riabilitazione. Nella struttura la 70enne rimane dal 16 ottobre 2012 al 7 novembre del 2012 quando, a seguito di alcune complicanze, viene trasferita di nuovo a Campus Biomedico.

La 70enne, infatti, accusava malessere e non era in buone condizioni. Inoltre la sua ferita mostrava segni di infezione.

A Roma i medici la sottopongono a revisione della ferita chirurgica sternale. Le sue condizioni, però, non migliorano. L’anziana muore così il 25 novembre del 2012, proprio al campus Bio Medico di Roma.

Dopo il decesso, la famiglia, tramite l’avvocato G M. dello studio legale M. – P. di Roccasecca, si rivolge al Tribunale civile di Roma per chiedere il ristoro del danno.

Nasce così una lunga istruttoria fatta di documenti, sentenza della corte di Cassazione e una ctu disposta dal giudice chiamato a pronunciarsi sulla causa di risarcimento del danno.

Ed è il consulente del giudice ad affermare che la morte è da ricondursi a una infezione post operatoria.

Il Campus bio-medico di Roma si costituisce in giudizio, contestando tutti i profili di responsabilità.

Nel farlo, accusa l’Icot di Latina. Così, la società Giomi Spa, che lo gestisce, contesta ogni nesso di causalità tra il decesso della donna e la permanenza nella struttura sanitaria.

Qualche giorno fa è stata sciolta la riserva con relativa condanna nei confronti della società Giomi Spa che dovrà ora risarcire 266 mila euro, ciascuno, al marito della donna e una figlio e 227 mila euro a un altro figlio non convivente. Oltre, naturalmente, agli interessi maturati e alle spese legali per un totale di 823 mila euro.

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