Pericoli estivi della balneazione: meduse, alghe e batteri

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Pericoli estivi della balneazione: meduse, alghe e batteri

Ecco tutti i pericoli estivi della balneazione che possiamo incontrare nelle località balneari durante le nostre vacanze

Vacanze al mare? Fate attenzione ai pericoli estivi della balneazione, che si possono incontrare nelle località marittime nazionali e internazionali. Non solo inquinamento ma anche meduse, alghe e batteri che possono provocare gravi disagi. Rischi biologici che possono aggiungersi ai pericoli estivi della balneazione, come ad esempio annegamenti, semi annegamenti e infortuni associati ai tuffi.

Per quanto riguarda l’inquinamento – misurato sulla base dei risultati delle analisi microbiologiche condotte sui parametri indicatori di contaminazione fecale: Escherichia coli e enterococchi intestinali –  le spiagge e le acque italiane superano brillantemente l’esame e non vanno quindi a costituire uno dei pericoli estivi della balneazione. Gli ultimi dati pubblicati dall’Agenzia europea per l’ambiente, raccolti durante il monitoraggio delle acque nel 2016 sono infatti molto rassicuranti. Il 91% delle località balneari monitorate risulta eccellente, priva quindi dei principali pericoli estivi della balneazione derivanti dall’inquinamento. Anche le località balneari dell’Unione Europea rispettano gli standard minimi richiesti e l’84% risulta eccellente.

Tra i pericoli estivi della balneazione più frequenti ci sono le reazioni allergiche, dermatiti e in casi più gravi ustioni, provocate da organismi marini con apparati veleniferi.
Tra le specie nocive per l’uomo troviamo i Celenterati, organismi pluricellulari divisi in idrozoi, antozoi, cubozoi e scifozoi o meduse. Gli idrozoi sono organismi coloniali presenti nelle formazioni coralline. La specie di idrozoi più pericolosa è la Physalia physalis la sua tossina, ipnotossina, è un anestetico e provoca depressione del sistema nervoso centrale e coma. Gli antozoi sono coralli ed anemoni di mare provocano dermatiti se i loro tentacoli vengono a contatto con parti delicate del corpo come ad esempio viso e labbra. Mentre le punture delle cubomeduse – cubozoi – sono estremamente dolorose e possono provocare necrosi della pelle, spasmi muscolari, difficoltà respiratoria, edema polmonare e anche arresto cardiaco.

Queste specie di organismi marini non sono molto diffusi nei nostri mari, mentre non è infrequente imbattersi in sciami di meduse. Le meduse contengono dei veleni polipeptidi ed enzimi tossici e/o antigenici provocano sindromi locali, sistemiche o fatali quando la pelle della vittima viene a contatto con i tentacoli della medusa. Le reazioni sono di solito di breve entità, alcune specie sono però responsabili di risposte più severe con dolore acuto, bruciore e lesioni ulcerative. Il tipo di reazione non dipende solo dalla medusa in sé ma anche dall’individuo, sia a causa di fattori locali (presenza di peli, spessore della pelle) sia per le condizioni generali della vittima, come la predisposizione allergica. Nel mar mediterraneo troviamo addensamenti di Pelagia noctiluca, le loro punture sono molto dolorose e la gravità varia a seconda della durata del contatto, della sensibilità della vittima e della tempestività del primo soccorso. Nei nostri mari non si è registrato nessun caso di decesso per puntura da pelagia in quanto la dose di veleno rilasciata è probabilmente insufficiente a compromettere le funzioni cardio-respiratorie. Le Pelagie non costituiscono pericoli estivi della balneazione solo per i bagnanti ma anche per i pescatori che vengono spesso punti  mentre tolgono dalle reti i pesci, e per la presenza nelle reti delle meduse che rendono non consumabili i pesci.

Per evitare di incorrere nel pericolo delle meduse munirsi di un gel astringente al cloruro d’alluminio che si trova in farmacia. Qualora si è entrati in contatto con delle meduse è necessario lavare con acqua di mare la parte interessata dal contatto e togliere con una tessera di plastica rigida i filamenti rimasti prima di applicare il gel. Se subentrano altri sintomi oltre al prurito e al bruciore è raccomandato recarsi in pronto soccorso.

Anche i pesci possono costituire dei pericoli estivi della balneazione. Delle circa 20.000 specie di pesci esistenti, 200 sono considerate velenose. Pesci che si trovano in prossimità delle spiagge, o nelle acque basse lungo le barriere coralline e gli scogli. Tra le specie diffuse nei nostri mari troviamo: tracine, scorfani, razze, murene. Le tracine sono considerati i pesci più velenosi delle acque temperate europee, le sue spine dorsali provocano un dolore molto acuto cui seguono vesciche e gonfiori, in alcuni casi sono sudorazione, febbre, afonia e collasso. Gli scorfani colpiscono con un apparato di spine dorsali, anali e pelviche che provocano dolore intenso, arrossamento e gonfiore e, in casi più gravi, nausea, febbre, tachicardia, dispnea e vomito. Nei casi letali, la morte sopraggiunge entro sei ore dalla puntura. Le razze provocano perlopiù sintomi locali ossia dolore, arrossamento e gonfiore, ma si possono verificare anche sintomi più generali come vomito, diarrea, ansia, aritmia, convulsioni e collasso. La murena è pericolosa per i suoi morsi che provocano un effetto traumatico, con arrossamento nell’area della ferita, gonfiore e parestesia anche in altre parti del corpo.

Se vi imbattete in questi pesci bisogna sciacquare con acqua di mare la zona, togliere i frammenti di spina e premere per far uscire i residui di veleno. Disinfettare la ferita, riposare all’ombra e bere piccoli sorsi d’acqua. Se il dolore persiste per lungo tempo e ci sono segni di infiammazione o infezione è bene ricolvergi al pronto soccorso.

Anche le alghe possono essere fonte di pericoli estivi della balneazione. Esistono infatti circa alcune decine di specie algali marine in grado di produrre tossine, nocive per l’uomo.
Il principale rischio sanitario associato a queste tossine deriva dal consumo di prodotti ittici. Le alghe possono causare anche problemi a disturbi respiratori, a seguito di inalazione della microalga bentonica Ostreopsis ovata (nei nostri mari) e della Karenia brevis nel Golfo del Messico. Nei casi più gravi con la concomitanza di diversi sintomi quali: febbre, faringodinia, tosse, dispnea, cefalea, nausea, rinorrea, congiuntivite, vomito e dermatite possono essere necessarie cure ospedaliere.

Tra i pericoli estivi della balneazione troviamo frequentemente anche annegamenti, semi annegamenti e infortuni associati ai tuffi, che vengono spesso considerati delle fatalità ma in realtà non accadono mai casualmente e basta prendere degli accorgimenti per evitarli o limitare le conseguenze. Ad incidere su questi pericoli estivi della balneazione sono fattori soggettivi e comportamentali errati come il consumo di alcool, la mancanza di controllo parentale e la sopravvalutazione delle proprie abilità; fattori ambientali sfavorevoli come freddo, correnti e ostacoli nella visibilità, ma anche scarse o inadeguate attrezzature di salvataggio e di soccorso che incidono sulle conseguenze che possono causare questi pericoli estivi della balneazione. E’ fondamentale quindi la presenza di persone in grado di effettuare efficacemente le operazioni di salvataggio e avere a disposizione in tempi rapidi unità di rianimazione cardio-polmonari.

Non dare mai niente per scontato e prestare la massima attenzione in quello che si fa restano comunque gli accorgimenti principali per evitare di incorrere nei diversi pericoli estivi della balneazione che possiamo incontrare durante le vacanze.

 

Barbara Zampini

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