Responsabilità medica, SIMLA: attenersi a codice deontologico

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La Società Scientifica dei medici legali e delle assicurazioni interviene nel dibattito sul tema della responsabilità medica che si è imposto a livello politico istituzionale sulla base della situazione emegenziale determinata dalla pandemia Covid-19

La Società Scientifica dei medici legali e delle assicurazioni (Simla) interviene nel dibattito politico istituzionale a livello normativo sul responsabilità medica  in discussione in queste ore nelle aule parlamentari. La situazione che si è venuta a creare in seguito alla pandemia Covid-19, ha infatti indotto a promuovere modifiche alle norme che regolano la materia.

Al momento, il quadro delle possibili soluzioni oscilla tra emendamenti al recente DL ‘Cura Italia’ in cui la responsabilità medica sarebbe presente solo in casi di ‘colpa grave’ per strutture sanitarie e medici – come già previsto per questi ultimi nella Legge Gelli- ed altri che estendono la moratoria anche ai datori di lavoro persino nei casi che riguardano la salute dei medici.

SIMLA, in ogni caso, ha redatto una lettera in cui tutti i medici-legali, che obbligatoriamente saranno coinvolti nei casi di possibile responsabilità professionale, vengono invitati “a rifarsi sempre e comunque, ma, vieppiù, in questa situazione di emergenza alle norme deontologiche e etiche contenute nel Codice di Deontologia Medica”.

“Invitiamo tutti – si legge nel testo – al pieno e intransigente rispetto dei migliori principi deontologici che devono ispirare la buona pratica professionale, in ossequio alle evidenze scientifiche disponibili da interpretare e soprattutto contestualizzare all’oggettività della peculiare circostanza sociale e sanitaria in esame, non senza un conforto scientifico rigoroso e fondato; al rispetto assoluto, sottolineandone la costante centralità, delle norme contenute nell’art. 62 del Codice di Deontologia Medica e delle disposizioni previste dalla Legge 24/172 coinvolgendo nella loro attività valutativa con pari responsabilità etica e professionale, gli specialisti delle materie in trattazione nei singoli casi attorno al quale in concreto ruota il processo valutativo medico-legale; alla necessità di fornire, di conseguenza, pareri e supporto peritali (in particolare nel ruolo di consulenti tecnici d’Ufficio e di parte) che, pur senza perdere di vista il legittimo interesse del patrocinato, siano massimamente ispirati alla più prudente e cauta valutazione della condotta degli operatori sanitari impegnati in questo difficile momento e siano piuttosto rivolti, con indefettibile riferimento alle condizioni di oggettiva operatività, alla valutazione della complessiva gestione sanitaria del singolo caso”.  

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