Sale autoptiche, medici legali: servono mezzi per esami in sicurezza

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In una lettera alle Istituzioni la SIMLA denuncia la grave situazione italiana in merito all’insufficienza tecnica delle sale autoptiche

L’emergenza Coronavirus ha determinato una grave limitazione nella regolare esecuzione delle Autopsie Giudiziarie Medico Legali con notevoli limitazioni per la Magistratura inquirente e rilevanti limitazioni nell’ordinaria e conseguente opera Medico Legale connessa con l’esercizio dell’azione penale. Lo sottolinea la Società Italiana di Medicina Legale e della Assicurazioni (SIMLA) in una lettera inviata ai Ministri della Salute, della Giustizia e per gli Affari Regionali e le Autonomie proprio per denunciare “la grave situazione italiana in merito all’insufficienza tecnica delle sale autoptiche per l’esecuzione di necroscopie in sicurezza” che la pandemia da COVID-19 ha messo in luce.

In una circolare del Ministero della Salute del 1 aprile 2020 riguardante il settore funebre, cimiteriale e di cremazione si sottolinea che “in caso di esecuzione di esame autoptico o riscontro diagnostico, oltre ad una attenta valutazione preventiva dei rischi e dei vantaggi connessi a tale procedura, devono essere adottate tutte le precauzioni seguite durante l’assistenza del malato”.

Le autopsie e i riscontri possono essere effettuati solo in quelle sale settorie che garantiscano condizioni di massima sicurezza e protezione infettivologica per operatori ed ambienti di lavoro.

Si tratta di sale con adeguato sistema di aerazione, cioè un sistema con minimo di 6 e un massimo di 12 ricambi aria per ora, pressione negativa rispetto alle aree adiacenti, e fuoriuscita di aria direttamente all’esterno della struttura stessa o attraverso filtri HEPA, se l’aria ricircola.

Oltre agli indumenti protettivi e all’impiego dei DPI, l’anatomo-patologo e tutto il personale presente in sala autoptica devono indossare un doppio paio di guanti in lattice, con interposto un paio di guanti antitaglio.

Tuttavia, si legge sul sito dell’Associazione, “la mancanza di adeguate strutture per l’esecuzione delle autopsie, alla luce delle restrizioni imposte dal punto di vista tecnico, è risultata immediatamente palese. Se ne possono, infatti, contare non più di una decina in tutta la penisola. Ne è risultato un blocco quasi totale dell’attività necroscopica nazionale”.

Le conseguenze di questa grave mancanza sono rappresentate in primis, dall’impossibilità di acquisire, attraverso le indagini autoptiche, importanti rilievi anatomo-patologici che potrebbero risultare utilissimi nella ricerca contro il Coronavirus. In più, la sospensione delle autopsie giudiziarie limita in modo importante una delle fonti d’indagine privilegiata per la raccolta di prova in crimini che riguardano diritti inviolabili del cittadino.

Da qui l’invito alle Autorità competenti a far adottare, con carattere di urgenza, gli adempimenti necessari al fine di procedere all’adeguamento delle sale settorie di tutto il territorio nazionale con i requisiti appartenenti alla categoria BSL3, ovvero provvedere all’adattamento di almeno una sala settoria per ogni Comune capoluogo di provincia con i requisiti tecnici minimi previsti dalla normativa.

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