Tenuta della cartella clinica: come si interpreta la sua incompletezza

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Tavola Rotonda del 23 Giugno 2021 – Tenuta della cartella clinica – Relatori: Prof. Francesco Maria Avato, ord. di medicina legale Univ. Ferrara; GdP Giuseppe Avv. Rachiglio, trib. Napoli; Dr. Franco Carboni, ginecologo forense – Moderatore: Dr. Carmelo Galipò

Ecco i contenuti della XIIma Tavola Rotonda medico legale e Giuridica del 23 Giugno delle ore 18:

  • Tenuta della cartella clinica e la sua valutazione
  • Quali sono le conseguenze della non corretta tenuta della cartella clinica?
  • In cosa consiste il c.d. danno evidenziale
  • Analisi di una ctu con inadeguata valutazione della incompletezza della cc

Come in tutte le sedute si discuterà del caso clinico e i suoi vulnus: presenterà la storia clinica il dr. Franco Carboni, mentre il prof. Francesco Maria Avato parlerà da un punto di vista medico legale della cartella clinica: completezza, modalità di compilazione del processo logico-terapeutico e quanto altro serva a ritenere una cartella clinica ben compilata, concludendo, anche lui con breve riflessione della ctu allegata (le cose che vanno bene e quelle che invece no).

Concluderà il GdP Avv. Giuseppe Rachiglio il quale esporrà le conseguenza giuridiche della non corretta tenuta della cartella clinica commentando una ordinanza della Suprema Corte di Cassazione del 2020.

La cartella clinica è argomento centrale del contenzioso medico legale e la lettura di molte ctu spesso evidenzia la non adeguata interpretazione dei suoi contenuti.

Ancora si leggono affermazioni del tipo: “… la mancata descrizione della tecnica operatoria non significa che quella utilizzata non sia quella adeguata…” e moltre altre frasi che definirei “sibilline”.

Mi pregerò di moderare la seduta e cercherò di stimolare i relatori a giudicare severamente la ctu esaminata.

Che dire della seduta scorsa sugli oneri probatori e la necessita da parte degli attori di allegare la sofferenza morale psichica?

Un tema attualmente al centro dell’attenzione dei magistrati di prime cure che con moderata frequenza “riescono magicamente” a respingere la domanda di risarcimento di un figlio per il decesso del padre dovuto a malpractice per la mancata coabitazione e la scarsa frequentazione tra i due.

Ma a cosa serve la forchetta valutativa delle tabelle di Milano? Forse a personalizzare il risarcimento anche in base a questi indizi?

Mah, sembra si stia degenerando e questo non fa ben sperare per il futuro dei danneggiati.

Dr. Carmelo Galipò

(Pres. Accademia della Medicina Legale)

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